settembre, 2009

Vladimir Luxuria: ha scelto Trieste per diventare donna

Vladimir Luxuria: ha scelto Trieste per diventare donna Della decisione di cambiare sesso ne sta parlando da qualche tempo, pensava di farlo all’ estero per glissare il gossip, ha cambiato idea, si è rivolta al Centro Universitario di Cattinara

Sta andando avanti a passi da gigante il progetto di cambiare definitivamente sesso, Vladimir Luxuria lo aveva confessato già da qualche tempo, per prendere la decisione tanto importante aveva bisogno di conferme, doveva sciogliere qualsiasi dubbio sul suo futuro sessuale, inizialmente parlava di affrontare l’ intervento chiurugico all’ estero, non voleva fare della sua decisione un gossip.

Le ultime notizie, invece, raccontano che Vladimir Luxuria ha cambiato idea, ha scelto l’ Italia e si sarebbe rivolta al Centro Universitario per la diagnosi e la terapia dei disturbi dell’ idetita di genere dell’ ospedale di Cattinara, Trieste, il professor Emanuele Belgrano si limita a confermare la visita, forte della privacy riservata ai pazienti, per altri dettagli, dice, qualora lo volesse, sarà personalmente Vladimir Luxuria a renderlo pubblico.

Vladimir Luxuria né conferma né smentisce, ma, i ben informati, dicono di averla vista entrare negli ambulatori della clinica urologica al dodicesimo piano della torre chirurgica, il 17 settembre, con tanto di occhialoni scuri, per confondere gli eventuali inseguitori, accompagnata da un paio di persone, a Trieste era andata in occasione della serata gay contro l’ omofobia organizzata all’ Ausonia.

A frenare Vladimir Luxuria, come da lei stessa confidato, è sempre stata la paura dell’ intervento, che dura non meno di cinque ore, della difficile fase post operatoria, ma, prima di tutto ciò dovrà sottoporsi ad una terapia psicologica e successivamente ormonale, potrebbero anche essere necessari altri interventi estetici per avvicinare il fisico al sesso scelto, nel suo caso, il seno è già stato modificato ed alcuni interventi al viso hanno già modificato i suoi tratti somatici.


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Poliziotta omosessuale: da accusatrice ad accusata da due ex fidanzate

Poliziotta omosessuale: da accusatrice ad accusata da due ex fidanzateParte il processo contro la 39enne che aveva dichiarato in un programma de La7 di essere gay, pesanti accuse rivoltele da due ragazze delle quali si era innamorata

La poliziotta era diventata l’ esempio per chi aveva deciso di fare coming out pubblico, lei lo aveva fatto addirittura in un programma de La7, denunciando le discriminazioni che avrebbe subito sul posto di lavoro per la sua diversità, a distanza di pochi mesi, si è saputo che le cose non stanno esattamente così, anzi, si sono ribaltate, adesso a sedere sul banco degli imputati è lei con l’ accusa di violenza privata, molestie, minacce ed ingiurie.

La vicenda si svolge a Rovigo ed inizia nel 2008, una sua ex fidanzata, stanca ed impaurita, si rivolge alla polizia, preoccupata dall’ atteggiamento della poliziotta che si apposta sotto casa sua, la segue, arriva a contattare anche i genitori della ragazza, le manda 2.500 sms da gennaio a maggio, la minaccia di schiaffeggiarla se non avessero continuato la loro relazione, sembra, fra l’ altro, che si divertisse a “giocare” davanti a lei con la pistola d’ ordinanza.

Una situazione che non riesce più ad accettare, con il suo legale si rivolge alla polizia che decide di svolgere delle indagini, in poche settimane si scopre che la poliziotta ha incontrato un’ altra ragazza alla quale sta cominciando a rendere in egual modo la vita impossibile.

La strategia è la stessa, appostamenti, telefonate, sms che terrorizzano anche la nuova ragazza che, addirittura, tenta il suicidio, intervengono le sue amiche che la convincono a rivolgersi alla polizia, intanto, le indagini proseguono e la Procura di Rovigo ottiene il decreto di citazione a giudizio, un processo che si prevede essere molto complicato per l’ ex poliziotta.
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Maurizia Paradiso: avrà un figlio a 54 anni con l’ inseminazione artificiale

Maurizia Paradiso: avrà un figlio a 54 anni con l’ inseminazione artificialeDiventerà presto “padre”, l’ annuncio ufficiale al Mi-Sex di Milano, una rivelazione che lascia tutti a bocca aperta

Siamo ormai abituati ai suoi colpi di scena, dagli svenimenti a comando, alle rivelazioni sconcertanti su Moana Pozzi al Chiambretti Night, alla richiesta disperata di lavoro per evitarle il suicidio per “motivi professionali”, ma questa notizia lascia tutti a bocca aperta, a 54 anni suonati ha voglia di metter su famiglia, del resto l’ intervento chirurgico l’ ha resa donna.

Maurizia Paradiso ha dato ufficialmente la notizia ai giornalisti intervenuti alla conferenza stampa del Mi-Sex, shoccando i giornalisti, a quanto pare, ha già trovato anche la madre, Francis, una modella di colore che avrebbe accettato, l’ inseminazione artificiale potrebbe essere possibile perché, nel 1978, quando ha affrontato chirurgicamente il cambio del sesso, aveva fatto congelare il suo sperma, perché, spiega, il sogno di avere una famiglia lo ha sempre avuto, quindi, sarebbe tecnicamente suo figlio naturale.

Il desiderio è dare al bambino, che sia etero o omosessuale poco importa a Maurizia Paradiso, tutto quell’ amore che lei non ha mai avuto, solo i nonni l’ hanno amata ma, ormai, non ci sono più, e, sempre da quanto dichiara, il tutto dovrebbe avvenire entro Natale.

Bisogna ammirare la bravura con la quale Maurizia Paradiso ha saputo “promuoversi”, sarà infatti, nuovamente ospite al Chiambretti Night di Piero Chiambretti che l’ ha definita “un animale da palcoscenico”, e ancora, Barbara D’ Urso la ospiterà a Pomeriggio Cinque con sua madre, con la quale ha un rapporto di odio amore del qual l’ ex attrice porno ha sempre parlato.


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Renato Zero: una vita difficile prima del successo

Renato Zero: una vita difficile prima del successoFra pochi giorni partirà il nuovo tour che attraverserà l’ Italia, per lui non è sempre stata una vita facile

Grandi successi, ogni suo disco arriva ai vertici delle classifiche, amato da tutti, intere generazioni ai suoi concerti, adatti per tutta la famiglia, ma, per Renato Zero, non è sempre stato facile, ha fatto molta gavetta, un personaggio rivoluzionario che ha fatto molta fatica ad emergere, truccato, indossava abiti di scena improbabili, coloratissimi, più adatti ad un circo, atteggiamenti che hanno sconcertato gli italiani abituati a vedere il cantante tradizionale, melodico, giacca e cravatta, impeccabilmente negli schemi.

Renato Zero era splendidamente diverso, una musica nuova, una persona nuova che negli anni ‘60 non si era mai vista, lo ha confidato qualche tempo fa lui stesso al settimanale Vanity Fair, raccontando di quando si salvava dai pestaggi usando un “italiano forbito” che spiazzava gli aggressori, ritorna con la memoria a quando, ottenuto un passaggio in autostop con un’ amica, hanno cercato di infastidire la ragazza toccandole le cosce, per aiutarla, ha usato un tono imperioso, per confonderli: “Statte zitto che te se cucinamo pure a te”, la ragazza voleva buttarsi in corsa, spaventati, forse, li hanno fatti scendere a calci.

Un passato trasgressivo per Renato Zero, ha fatto uso di droghe, per assecondare gli amici, dice, ma non ha mai perso il rispetto per sé stesso, ricorda questo ma anche le risate al mitico Piper, il successo, con gli anni è arrivato, rimangono solo i ricordi, belli e brutti che fanno parte della sua vita, a sessant’ anni compiuti si mette ancora in gioco, è pronto per un nuovo tour che parte fra pochi giorni: “Vado in tour con lo spirito migliore: voglio svagarmi. II palcoscenico e il pubblico sono una meraviglia. Non mi fanno pensare al fatto che sono appena andato in pensione e prendo 800 euro al mese. Che schifo !”.

Ecco le date dell’ imperdibile tour:
16 – 17 ottobre Acireale (Ct), Palasport
20 ottobre Barletta (Ba), Pala Disfida
23 – 24 ottobre Caserta, Pala Maggiò
26 – 27 – 29 ottobre Firenze, Nelson Mandela Forum
06 novembre Bologna, Futur Show Station
09 – 10 novembre Ancona, Pala Rossini
13 – 14 – 16 – 17 novembre Roma, Palalottomatica
19 novembre Eboli (Sa), Pala Sele
23 – 24 novembre Genova, Vaillant Palace
29 – 30 novembre Torino, Pala Olimpico
04 dicembre Padova, Pala Fiera
11 – 12 – 14 dicembre Milano, Mediolanum Forum
21 – 22 dicembre Roma, Palalottomatica


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Festival Internazione del Film di Roma: l’ amore lesbo nella Sicilia di fine 800

Festival Internazione del Film di Roma: l’ amore lesbo nella Sicilia di fine 800Tratto dal romanzo di Giacomo Pilati e prodotto da Maria Grazia Cucinotta, sarà nelle sale cinematografiche dal 16 ottobre

Sarà uno dei tre film italiani in corcorso al Festival Internazionale del Film di Roma, “Viola di Mare”, la storia di un amore sullo sfondo della Sicilia di fine ‘800, il film, diretto da Donatella Maiorca, è prodotto da Maria Grazia Cucinotta, un abile intreccio fra leggenda, pregiudizi, poesia ed emarginazione per uno scandaloso amore lesbico.

Le protagoniste sono Valeria Solarino, che interpreta Angela ed Isabella Ragonese che da’ il volto a Sara, la storia è tratta dal romando di Giacomo Pilati, “Minchia di Re”, ed è ambientata sull’ isola di Favignana, Garibaldi sbarca in Sicilia con i Mille, mentre le due ragazze, amiche dall’ infanzia, si innamorano, per potersi amare liberamente Angela, figlia del curatolo, accetta un’ assurda trasformazione radicale.

Il padre di Angela, per mettere fine alle chiacchiere del paese, la allontana per un po’, la rinchiude lontano da tutti, furioso perché l’ aveva promessa in sposa ad un uomo di sua fiducia e sperando che commenti e maldicenze abbiano fine, ma la situazione non cambia, tutto il paese è contro di lei, bisogna trovare una soluzione che, una volta per tutte, salvaguardi l’ onore della famiglia.

La madre, nel tentativo di aiutare la figlia e, contando sull’ ossessione di avere un figlio maschio, convince il marito a farle “cambiare sesso”, falsificando, con la complicità degli organi religiosi e del medico del paese, i documenti della nascita. Angela, per vivere il suo amore omosessuale, non ha scelta, ed eccola diventare uomo, nonostante si senta donna al cento per cento, per farlo, si fascia il seno, taglia i lunghi capelli biondi, indossa abiti maschili e fuma il sigaro, per sopravvivere alla vergogna della sua omosessualità.

Non è cambiato nulla dall’ 800 ad oggi, le famiglie dei gay vivono ancora con molta difficoltà ed imbarazzo l’ omosessualità dei propri figli, una difficoltà vissuta non solo all’ interno del nucleo familiare, impazzendo per trovare una risposta alla loro domanda sul perché sia successo, dove hanno sbagliato, ma soprattutto, come riuscire a spiegarlo agli altri.


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Lucca: prete rifiuta di sposare un’ ermafrodita diventata donna

Lucca: prete rifiuta di sposare un’ ermafrodita diventata donnaDiventata donna, anche all’ anagrafe, la Chiesa le rifiuta il matrimonio e la esorta a non fare più neanche la comunione

Protagonista dell’ incredibile storia è Morgan Ciabattari, 36 anni, casalinga di un piccolo paese in provincia di Lucca, San Martino in Freddana, voleva sposarsi, il sogno di qualsiasi donna, fiori d’ arancio e figli, matrimonio in chiesa, fedi, cerimonia, invitati, come chiunque, ma la Chiesa ha infranto qualsiasi sogno, almeno per il momento, lei ha tutte le intenzioni di ottenere quel che vuole, combatterà.

Facciamo un passo indietro, Morgan Ciabattari, è nata ermafrodita, si sentiva donna, dunque, decide di dare una svolta alla sua vita e si sottopone ad un intervento chirurgico in ospedale a Pisa, ben decisa a non soffocare i suoi sentimenti e la sua natura, questo avviene nel 1997, vorrebbe sposarsi con il suo compagno di una vita, Raffaele, nasce il primo problema burocratico.

Infatti, Morgan Ciabattari all’ anagrafe risulta essere ancora un uomo, così è stato registrato, inizia una battaglia durata tredici anni, non si accontenta di rivolgersi agli avvocati, partecipa a numerosi programmi televisivi per raccontare la sua storia, incluso il Maurizio Costanzo Show, sembrava una cosa semplice, cambiare il sesso registrato sull’ atto di nascita avrebbe dovuto essere solo una pura formalità, finalmente, il Tribunale di Lucca le da’ ragione, lo scorso marzo viene dichiarata legittimamente donna.

Sembrava che il sogno dell’ abito bianco fosse a portata di mano, annuncia il suo matrimonio per giugno per poi intraprendere la strada dell’ adozione di un bambino, ma, se Morgan Ciabattari è riuscita a vincerla sulla burocrazia, niente ha potuto contro la Chiesa, la Diocesi, racconta la protagonista, tramite un parroco, le fa sapere che questo matrimonio non si potrà fare per via della scandalo che potrebbe suscitare, e, con l’ occasione, le comunica, anche, che non potrà più fare la comunione perché sarebbe un cattivo esempio.
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Nudo su internet: licenziato un insegnante di educazione fisica gay

Nudo su internet: licenziato un insegnante di educazione fisica gayLe foto, pubblicate su un sito gay, sono state intercettate da un ragazzo della scuola che ha divultato la notizia

Ancora una volta gli insegnati nell’ occhio del ciclone, questa volta parliamo di un giovane insegnante di educazione fisica, una delle più esclusive della Gran Bretagna, la prestigiosa Harvey Grammar School di Folkestone, lui è Sam Handley, 25 anni, sospeso senza un attimo di esitazione dall’ istituto.

Sam Handley, è un insegnante gay, non per questo è stato sollevato dall’ incarico, alcuni suoi studenti hanno trovato il giovanotto su internet in alcuni scatti senza veli, le foto erano state pubblicate proprio su un sito gay, riprese dal sito del Sun, lo pseudonimo adottato dal professore è Mike e lo ritraggono in piedi e nudo sul suo letto, in un’ altra indossa un boxer ma tiene la mano sospettosamente sotto.

Il ragazzo, che in un battibaleno ha divulgato la notizia, racconta che sulla sua pagina di Facebook c’ era un link che ha immediatamente cliccato, sconcerto e meraviglia quando ha scoperto che quel Mike altri non era che il suo insegnante di educazione fisica, nel giro di un’ ora tutti avevano visto le foto compromettenti.

L’ ignaro Sam Handley si è regolarmente presentato a scuola per le normali lezioni, ma, gli è stata comunicata la sospensione, intervistato dal Sun, si difende dichiarando che lo scopo delle foto non era affatto pornografico, quanto alla mano nei boxer non stava accarezzando nulla.

Un curioso precedente c’ era già nella stessa scuola, l’ insegnante di musica, Kristina Howells, dopo aver posato in topless per la rivista Cosmopolitan ha subito la stessa sorte, licenziata su due piedi.


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Love your inner lesbian: lo slogan che esorta lesbiche e bisessuali a prender cura della loro salute

Love your inner lesbian: lo slogan che esorta lesbiche e bisessuali a prender cura della loro saluteUna campagna cartellonistica per sensibilizzare i rischi che corrono lesbiche e bisessuali

La società inglese Stonewall e il Dipartimento della Salute hanno lanciato una campagna cartellonistica che vuole caldamente invitare lesbiche e bisessuali ad avere una maggiore cura della loro salute mentale e fisica, lanciando un messaggio urgente e necessario.

I risultati di una ricerca condotta l’ anno scorso dall’ organizzazione, sono inquietanti, i livelli di autolesionismo, alcolismo ed abuso di droghe sono veramente allarmanti, una percentuale molto più alta rispetto a quella degli eterosessuali, ancora più grave è l’ aver accertato che i test di routine per il cancro del collo dell’ utero escludono sia le donne lesbiche che bisessuali.

Il sondaggio mette in evidenza una realtà omosessuale e bisessuale che esiste nel Regno Unito, la metà delle donne intervistate ha raccontato di aver avuto un’ esperienza negativa, ma non ha ritenuto necessario parlarne con il medico personale, evidenziando, dunque, quanto sia difficile essere onesti, innanzitutto con sé stessi, circa il proprio orientamento sessuale, trascurando, in questo modo, soprattutto, le proprie necessità in termini salute.

I poster realizzati per questo nuovo progetto con lo slogan “Love your inner lesbian”, che tradotto significa, ama la lesbica che è in te, saranno esposti sia negli studi medici che nei centri sanitari inglesi, con l’ intento di responsabilizzare le donne che amano altre donne a non provare disagio nel parlare con i medici della loro sessualità.

Ruth Hunt, responsabile della Stonewall, ha dichiarato che il programma intende supportare l’ omosessualità sia maschile che femminile, evidenziando che le lesbiche devono affrontare molte più difficoltà rispetto a quelle degli uomini, a partire dall’ assistenza sanitaria, obiettivo della campagna cartellonistica è cercare di migliorare, dove possibile, la vita delle persone lesbiche, gay e bisessuali, a casa, scuola e lavoro.


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Il doppio lavoro di un prete a New York, di notte fa la Drag Queen

Il doppio lavoro di un prete a New York, di notte fa la Drag QueenSenza crearsi alcun problema, di giorno recita la messa, la sera si dedica alla sua passione, in travestimento

Non si può certo dire che Anthony Capretta sia un prete un po’ particolare, fuori dagli schemi, in questi giorni New York non si fa che parlare di lui, un nuovo scandalo nel già tormentato mondo cattolico.

Il motivo dello scandalo che sta tanto facendo discutere è la singolarità della situazione, Anthony Capretta, infatti, se di giorno svolge la sua seriosa professione di sacerdote, fra altare, sacrestia e fedeli, di sera, viene fuori la sua vera indole, si dedica alla sua passione, il travestimento, agghindata da Drag Queen, si esibisce in discoteca, inevitabilmente la vicenda ha fatto scalpore fra cattolici e non solo.

Anthony Capretta ha fatto il suo bel coming out durante il sacerdozio, e non ha alcun dubbio sulla sua doppia vita, le due, chiamiamole “professioni”, a detta sua, non sono affatto in contrasto fra loro, assolutamente normale smettere l’ abito talare per travestirsi da donna, non c’ è nulla di male nell’ essere una “figura religiosa e morale di giorno e Big Mama al limite tra i due generi di notte”.

In una intervista padre Anthony dichiara che nella Chiesa l’ omosessualità è sempre esistita: “mi stupisco che la gente davanti al mio coming out si sia così tanto stupita: la verità è che dovrebbero aprire gli occhi e rendersi conto che la gente è gente e che le differenze esistono”.
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Napoli: concorso di cortometraggi Gay alla seconda edizione del Festival di Cinema Omosessuale e Questioning

Napoli: concorso di cortometraggi Gay alla seconda edizione del Festival di Cinema Omosessuale e QuestioningLa seconda edizione dell’ evento ha introdotto la novità del concorso, resi pubblici, dopo il festival anche sul sito ufficiale dell’ evento

La prima edizione è stata un successo, tanto da conquistarsi il titolo di Evento gay dell’ anno, torna per il secondo anno consecutivo l’ Omovies Festival di Cinema Omosessuale e Questioning, ideato ed organizzato da Carlo Cremona e Marco Taglialatela, dell’associazione culturale i Ken Onlus, un evento che quest’ anno assume un significato molto particolare visto il periodo difficile che gay, lesbiche e trangender stanno vivendo, vittime di aggressioni omofobe sia a Napoli che in tutta Italia: “Noi siamo convinti che l’ omofobia si combatte con leggi ad hoc ma anche con la cultura. Omovies è uno dei pochi prodotti culturali del suo genere al Sud, e vuole essere un’ attrazione per tutti quelli che hanno voglia di vedere un cinema differente, stando insieme e confrontandosi in modo sereno e libero da pregiudizi”.

La simpatica novità è l’ introduzione al festival di un concorso per cortometraggi a tema gay, lesbico e trans, che non dovranno durare più di quindici minuti, bandito in collaborazione con il Festival o’ Court della Mediateca Santa Sofia – Servizio Giovani del Comune di Napoli, in palio tre importanti riconoscimenti: Premio Omovies, per il miglior cortometraggio a tematica omosessuale e questioning, Premio Arcilesbica, per il miglior cortometraggio a tematica lesbica e il Premio Mediateca Santa Sofia, ad un cortometraggio da proiettare all’ interno della rassegna napoletana ‘o Curt.

I cortometraggi saranno proiettati durante l’ Omovies, Festival di Cinema Omosessuale e Questioning al cinema Astra dal 29 ottobre all’ 1 novembre 2009, potranno essere presentati sia da singoli che da associazioni, saranno anche visibili sul sito internet della manifestazione.
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