Anche la civilissima Milano teatro delle violenze contro i gay
Ancora aggressioni omofobe, mentre il governo latita, anzi peggio, tace.
Giovedì 21 ottobre un ragazzo gay è stato aggredito a Milano con pietre e bastoni da due energumeni che gli hanno provocato la rottura dei legamenti di un ginocchio. Medicato al pronto soccorso è stato dimesso con una prognosi di 21 giorni.
Sabato notte 23 ottobre, attorno alle 4 del mattino, una coppia di ragazzi usciti da una discoteca nei pressi di corso Lodi sono stati affiancati da una macchina dalla quale quattro persone hanno cominciato a insultarli per poi passare alle vie di fatto causando ecchimosi e ematomi su varie parti del corpo a entrambi e danni ad un occhio ad uno dei due e che a seguito di ciò probabilmente dovrà subire un’operazione. Risultato: 10 e 30 giorni di prognosi.
In entrambi i casi è stata sporta denuncia.
“Queste brutali aggressioni segnalano il clima di violenza continua a cui è esposta la nostra comunità, che non risparmia nemmeno una città come Milano, tradizionalmente considerata più accogliente nei confronti delle persone omosessuali e trans.” – dichiara il presidente di Arcigay Milano Paolo Ferigo – “A tutti e tre gli sfortunati protagonisti diamo la piena solidarietà e vicinanza da parte del C.I.G. Arcigay Milano. Come sempre, mettiamo a loro completa disposizione la nostra struttura e i nostri legali perché sia fatta piena luce sull´accaduto e si tuteli così la dignità personale delle vittime dell´omofobia“.
“Da gennaio 2009 ad oggi la cronaca ha registrato 8 omicidi, 70 violenze ed aggressioni, 8 estorsioni e 7 atti vandalici.” – aggiunge il responsabile lotta alla violenza Arcigay Luca Trentini – “Considerando il sommerso e il non denunciato la situazione è ormai fuori controllo.”
“In qualsiasi altro paese civile si sarebbe gridato all´emergenza.” – conclude il presidente nazionale Arcigay Aurelio Mancuso – “In Italia invece il parlamento rifiuta di discutere una qualsiasi Legge a nostra tutela, dando un ulteriore sfregio alle troppe vittime e legittimando le azioni di odio contro di noi.
Tutto ciò che possiamo fare noi è non far passare sotto silenzio queste notizie, facendo il gioco di chi ci vorrebbe vigliacchi e silenti di fronte ad una vergognosa campagna intimidatoria.
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