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Arek Onyszko ci casca di nuovo e dopo il braccialetto da detenuto, le dichiarazioni omofobe

Arek Onyszko ci casca di nuovo e dopo il braccialetto da detenuto, le dichiarazioni omofobeIl calciatore Arek Onyszko continua a far parlare di se… ma non per le sue doti sportive.

A marzo del 2008 Arek Onyszko, il portiere polacco, era stato condannato dal tribunale danese per aver aggredito e massacrato di botte la ex moglie. Questa vicenda gli era costato non solo una bella condanna per lesioni aggravate di sei mesi ma anche l’espulsione dalla squadra in cui giocava, l’Odense.
Aveva subito trovata un’altra formazione che gli dava la possibilità di riscattarsi, ma era stato costretto a giocare con un cavigliera elettronica, quella usata per evitare le fughe dei condannati ai domiciliari.

Ma non soddisfatto, il portiere polacco, ha dovuto lasciare anche la sua attuale squadra il Midtjylland, perché si è reso protagonista di un altro bell’esempio di carità e amore cristiano. Il cattolicissimo sportivo ha dato alle stampe un’autobiografia dall’eloquente titolo “F**king Polack” in cui esterna tutto il suo odio per gli omosessuali.
Racconta: “odio i gay, non sopporto i loro discorsi da ragazze, e mi viene da vomitare quando li vedo baciarsi. Per me che sono cattolico questi atteggiamenti non possono essere accettati“.

Diciamo che questo per Arek Onyszko è stato un bell’autogol.

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